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accusativo

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Also known as accusative, acc, direct object case

caso grammaticale

AI overview

The accusative case is a grammatical feature used in some languages to mark which word is the direct object of a verb—in other words, which noun receives the action of the verb. This matters because it helps clarify who or what is doing the action versus who or what is being acted upon, making sentences clearer and less ambiguous.

AI-generated from the Wikipedia summary — may contain errors.

Wikidata facts

Instance of
case
Subclass of
grammatical form
Show 3 more facts
has effect
direct object
short name
вин.п.
Sources (4)

via Wikidata · CC0

Article · Italiano

L'accusativo è uno dei casi fondamentali della declinazione dei nomi nelle lingue che ne possiedono una. Viene definito, insieme al nominativo e al vocativo, "caso retto" oppure "diretto" (in contrapposizione ai "casi obliqui" o "indiretti"). Il termine «accusativo» deriva dal latino accusativus (casus), errata traduzione del greco αἰτιατικὴ (πτῶσις) (aitiatikḕ ptṑsis). A male interpretare l'espressione greca furono i grammatici latini, che ricollegarono il vocabolo al verbo αἰτιᾶσθαι (aitiâsthai, "accusare") anziché al sostantivo αἰτία (aitíā, "causa") o all'aristotelico τὸ αἰτιατικόν (to aitiatikón, "l'effetto"). La traduzione latina corretta del termine greco sarebbe, quindi, causativus "causativo", come già faceva notare Prisciano, traduzione che meglio sottolinea il rapporto di causa e effetto fra il verbo e il nome in accusativo. Normalmente è il caso del complemento oggetto, rappresentante il rapporto diretto dell'azione del verbo che si "trasferisce" (in latino transit, da cui il termine "") da chi compie l'azione (il soggetto) a chi la subisce (l'oggetto): es: Mario possiede un libro. La costruzione dei verbi transitivi con un "soggetto" al nominativo e l'"oggetto" all'accusativo è tipica delle lingue cosiddette "nominative/accusative" (o semplicemente "accusative"), mentre nelle lingue ergative il "soggetto" (cioè l'agente dal punto di vista dei ) viene espresso da un caso particolare, l'ergativo, e l'oggetto ("paziente") è nel caso meno marcato ("assolutivo"), lo stesso del "soggetto" di verbi intransitivi. Se si esce dall'ambito delle lingue indoeuropee, si possono osservare molti altri modi di esprimere l'accusativo e molte altre funzioni svolte da questo caso. In ebraico, ad esempio, l'accusativo è marcato da una particella 'et preposta al nome ("segnacaso di accusativo"). L'incipit della Genesi ne contiene un chiaro esempio: Una analoga particella è presente allo stato residuale in arabo classico, limitatamente all'uso coi pronomi: (Corano 1:5) Sempre in arabo, è interessante notare i molteplici usi dell'accusativo, al di là dell'espressione dell'oggetto diretto. Spesso esso viene utilizzato con valore avverbiale (ad esempio dā'iman, "sempre", propriamente "persistente+ACCUS") o predicativo (ad esempio: kāna marīḍan "era malato", propriamente "era malato+ACCUS").

Abstract from DBpedia / Wikipedia · CC BY-SA