Also known as Almo, Acquataccio
The Almone (Latin: Almo) is a small river of the Ager Romanus, a few miles south of the city of Rome. Today the river is polluted and is channelled to a sewage treatment plant and no longer reaches its natural confluence with the Tiber.

Almone, dall’arcadia alle mitiche battaglie | il manifesto
(Cultura) Cambiano, immemori, i tempi. Sotto re, consoli e cesari, l’Almone era sacro. Almo, come la fertilità; come l’Alma Venus cantata da Lucrezio, voluttà degli uomini e degli dei. Salvatore, perché sulle sue sponde il fato aveva sfiancato Annibale, tanto che ogni primavera era battezzata nelle sue acque l’icona di Cibele. Almone il santo: perché Pietro,
ilmanifesto.it →Cambiano, immemori, i tempi. Sotto re, consoli e cesari, l’Almone era sacro. Almo, come la fertilità; come l’ Alma Venus cantata da Lucrezio, voluttà degli uomini e degli dei. Salvatore, perché sulle sue sponde il fato aveva sfiancato Annibale, tanto che ogni primavera era battezzata nelle sue acque l’icona di Cibele. Almone il santo: perché Pietro, proprio dove il cartaginese fallì, sfuggì al topos del rifiuto dell’eroe per accettare il martirio. La voce è cadenzata dal rumore della pompa che pesca dall’Almone per innaffiare gli alberi da frutto piantati dall’Ente Parco. Il professore indica, a pochi passi, il casale rinascimentale della Vaccareccia, dove stabulano le mille pecore che pascolano lungo le acque, utilizzate per produrre ricotta e pecorino. «Se si vuole capire cosa fosse la Campagna romana, bisogna venire qui», dice. E per riuscirci giova tenere i cinque sensi all’erta e camminare, perché poco oltre passa la via Appia, la linea retta del classicismo che quasi emergendo dal suo subconscio dà respiro alla città puntando a Est, connettendola idealmente alle dimensioni sprovincializzanti della geografia e della storia. In nessun altro luogo si può apprezzare la portata rivoluzionaria del grande parco archeologico urbano di cui scriveva Antonio Cederna. È triste più che altrove, da questo ponticello, la rimozione di quel progetto: un polmone di culture che dai Fori conduca alle pendici dei Castelli, seguendo puntualmente il corso dell’Almone. IL MONDO FECE IRRUZIONE in quest’Arcadia nel solito stile. Con la violenza. Incombeva la Seconda guerra punica e Annibale pareva invincibile. Già era successo altre volte: nel fondo della tragedia, conveniva affidarsi alle profezie dei Libri Sibillini . «Dalle consultazioni risultò che bisognava far venire da Pessinunte il monolito nero della Magna Mater», racconta Simone Quilici, direttore del Parco archeologico dell’Appia Antica. «Così, per accoglierla, fu costruito un tempio sul Palatino e fu organizzato un colossale trasloco. Una nave seppe trasportare la pietra, ma giunta alla confluenza tra Almone e Tevere si incagliò. Fu necessario un rito di purificazione per farla ripartire». Un rito che divenne tradizione ogni 27 marzo e fu celebrato fino al 389 d. C., quando il cristianesimo non volle più tollerarlo. Si tratta della Lavatio matris deum e consisteva in una processione che dal Palatino conduceva l’icona fino alla confluenza, dove veniva immersa insieme alle suppellettili per il culto nelle acque dell’Almone. Nel fiume resiste qualche spinarello; ci sono rospi e biacchi; si intravedono aironi cinerini e falchi pellegrini. Si moltiplicano però specie aliene come parrocchetti, conigli, tartarughe dalle orecchie rosse venute dal Mississippi e gamberi dalla Louisiana. Mario Tozzi, presidente del parco regionale, spera presto di poter fare in tutta sicurezza il bagno nel fiume con Federici. Glielo ha promesso. Ma il professore sembra meno ottimista mentre pota un melo nella Casa del Parco, gestita da un comitato di cittadini che si finanzia con il 5 per 1000. «Certo presso l’ingresso di Largo Tacchi Venturi non c’è più la discarica», si consola pensando agli anni recenti in cui vi si accumulavano mattonelle e scaldabagni e in cui lavoratori morivano nelle cinque fungaie abusive della Caffarella. «E abbiamo questa casa dove organizzare attività ricreative e di educazione ambientale per persone di ogni età. Ma nemmeno la Regione Lazio tratta ancora l’Almone per quello che è: un fiume».
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The Almone (Latin: Almo) is a small river of the Ager Romanus, a few miles south of the city of Rome. Today the river is polluted and is channelled to a sewage treatment plant and no longer reaches its natural confluence with the Tiber.
==Name== The Latin name of the Almone, Almo (also the name of its corresponding deity), is derived from the Latin word almus, meaning "fertile" or "nourishing," which may derive from its connection to Cybele, also known as Magna Mater ("Great Mother").
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