
Image by Alexandra_Koch on Pixabay · Pixabay License
Carlo Dionisotti
Sign in to saveAlso known as Carlo Dionisotti Casalone, Carlo Dionisotti-Casalone
Italian literary critic (1908-1998)
Person · Open Library
- Born
- 1908
- Died
- 1998
- Works
- 27
Top works
- Prose e rime
- Conquista a usurpazione
- Early Italian texts
- Gli umanisti e il volgare fra Quattro e Cinquecento
- Un' Italia fra Svizzera e Inghilterra
via Open Library + Wikidata
Described at

Carlo Dionisotti, la filologia faccia i conti con la storia | il manifesto
(Alias Domenica) Carlo Dionisotti è stato, a giudizio di Eugenio Montale e Cesare Segre, il «maggiore storico della nostra letteratura». Nato a Torino nel 1908 si iscrisse all’Università a metà degli anni venti. Maturò tardi la propria vocazione da italianista chiedendo la tesi di laurea a Vittorio Cian, «l’uomo più distante dalle mie predilezioni (…) nazionalista fanatico
ilmanifesto.it →Carlo Dionisotti è stato, a giudizio di Eugenio Montale e Cesare Segre, il «maggiore storico della nostra letteratura». Nato a Torino nel 1908 si iscrisse all’Università a metà degli anni venti. Maturò tardi la propria vocazione da italianista chiedendo la tesi di laurea a Vittorio Cian, «l’uomo più distante dalle mie predilezioni (…) nazionalista fanatico e poi fascista», ma anche studioso di nerbo ed esponente di spicco della vecchia Scuola storica. Da Cian (e in parte dalla propria tradizione familiare) Dionisotti ereditò l’inclinazione agli studi eruditi e fu avviato alla titanica compilazione degli Indici del Giornale storico della letteratura italiana. Ma gli anni torinesi videro anche l’incontro con filologi di prima grandezza come Ferdinando Neri e Santorre Debenedetti: «Io non ero nato col bernoccolo della filologia, né avevo avuto da studioso un’educazione filologica» – così in una intervista del 1980 – ma l’incontro con Debenedetti «fu per me un’esperienza decisiva, che mi tolse ogni dubbio sulla via scelta, quale che fosse la meta accessibile a me». Cosa intendesse veramente Dionisotti quando parlava di filologia è stato ed è tuttora materia di dibattito. A dieci anni dall’ultimo bilancio ( La storiografia letteraria di Carlo Dionisotti , Pisa, Pacini, 2012), aiutano a orientarsi gli atti del Convegno tenutosi a Messina nel tardo 2021 e promosso dalla Società dei Filologi della Letteratura Italiana: Carlo Dionisotti e la filologia Atti del Convegno internazionale. Messina, 15-17 settembre 2021 (Firenze, SFLI, € 60,00). L’iniziativa si lega alla generosa disposizione di Carlotta Dionisotti che all’Ateneo Messinese ha voluto consegnare l’intero archivio del padre: carteggi, estratti, documenti saranno schedati, digitalizzati e resi disponibili, in rete, alla consultazione degli studiosi. Le sezioni dell’archivio conservate presso altre istituzioni saranno riunite virtualmente in una futura banca dati condivisa. Ma a Roma Dionisotti aveva saggiato da vicino anche l’adamantina erudizione ecclesiastica; quella del cardinal Giovanni Mercati, prefetto della Biblioteca Apostolica Vaticana, che illustrava con il medesimo rigore e la medesima pietas tanto le sorti della più importante biblioteca dell’alto Medioevo quanto gli scartafacci di un oscuro umanista di provincia, traendone notizie a volte smilze, forse, ma certe. Era quanto Dionisotti cercava: dissodare terreni remoti e ignorati dalle grandi ricostruzioni unitario-risorgimentali alla De Sanctis in cambio dell’incontro con uomini vivi e concreti, sebbene appartenenti al passato; incontro che per ciò stesso è anche riflessione politica, sul presente. Lì, su quel terreno si giocava la partita con la storia, la comprensione delle sue dinamiche più profonde e nascoste. Lì l’erudizione poteva contribuire a quell’esigenza di verità inseparabile dal binomio di giustizia e libertà (Giorgio Panizza, Dionisotti moderno. Studi e interventi tra Sette e Ottocento ). Disciplina rigorosa, approccio scientifico, sguardo obiettivo, imponevano un linguaggio sobrio, aderente alla realtà storica dei fatti; richiedevano, per così dire, il ritorno a una funzione stilisticamente denotativa. L’esigenza emerge con chiarezza in una lettera a Luigi Russo che aveva pubblicamente e pretestuosamente attaccato Natalino Sapegno, ricorrendo a tutto l’armamentario retorico tipico dei polemisti di regime, compresa l’accusa – infondata e meschina – di avere lodato, in un suo studio, la prosa di Mussolini. Da qui l’indisponibilità al compromesso su punti che il vaglio della ricerca storico-filologica aveva ormai passato in giudicato (è il caso della dura polemica machiavelliana con Gennaro Sasso), con chi ritenesse «che risposte effuse e variamente argomentanti, anche se elusive rispetto ai punti specifici chiamati in discussione» potessero «risolvere e chiudere onorevolmente la contesa» (Simone Albonico, “Machiavellerie” ).
Excerpt from a page describing this subject · 23,122 chars · not written by Vinony
Wikidata facts
- Instance of
- human
- Given name
- Carlo
- Gender
- male
- Citizenship
- Kingdom of Italy
- Place of birth
- Turin
- Place of death
- London
- Child
- Paola Dionisotti
- Occupation
- literary historian
- Educated at
- University of Turin
- Employer
- Giulio Einaudi editions
- Languages spoken
- English language
- Award
- Feltrinelli Prize
- Student of
- Vittorio Cian
- Work location
- London
Show 6 more facts
- date of death
- 1998-02-22
- date of birth
- 1908-06-09
- member of
- Accademia Nazionale dei Lincei
- writing language
- Italian
- interested in
- Pietro Bembo
Sources (1)
via Wikidata · CC0