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Carlo Dionisotti

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Carlo Dionisotti

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Also known as Carlo Dionisotti Casalone, Carlo Dionisotti-Casalone

Italian literary critic (1908-1998)

Person · Open Library

Born
1908
Died
1998
Works
27

Top works

  • Prose e rime
  • Conquista a usurpazione
  • Early Italian texts
  • Gli umanisti e il volgare fra Quattro e Cinquecento
  • Un' Italia fra Svizzera e Inghilterra

via Open Library + Wikidata

Music · MusicBrainz

Type
Person
Country
IT
Active from
1566-03-30
Active to
1613-09-08

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Described at

Carlo Dionisotti, la filologia faccia i conti con la storia | il manifesto

(Alias Domenica) Carlo Dionisotti è stato, a giudizio di Eugenio Montale e Cesare Segre, il «maggiore storico della nostra letteratura». Nato a Torino nel 1908 si iscrisse all’Università a metà degli anni venti. Maturò tardi la propria vocazione da italianista chiedendo la tesi di laurea a Vittorio Cian, «l’uomo più distante dalle mie predilezioni (…) nazionalista fanatico

ilmanifesto.it →

Carlo Dionisotti è stato, a giudizio di Eugenio Montale e Cesare Segre, il «maggiore storico della nostra letteratura». Nato a Torino nel 1908 si iscrisse all’Università a metà degli anni venti. Maturò tardi la propria vocazione da italianista chiedendo la tesi di laurea a Vittorio Cian, «l’uomo più distante dalle mie predilezioni (…) nazionalista fanatico e poi fascista», ma anche studioso di nerbo ed esponente di spicco della vecchia Scuola storica. Da Cian (e in parte dalla propria tradizione familiare) Dionisotti ereditò l’inclinazione agli studi eruditi e fu avviato alla titanica compilazione degli Indici del Giornale storico della letteratura italiana. Ma gli anni torinesi videro anche l’incontro con filologi di prima grandezza come Ferdinando Neri e Santorre Debenedetti: «Io non ero nato col bernoccolo della filologia, né avevo avuto da studioso un’educazione filologica» – così in una intervista del 1980 – ma l’incontro con Debenedetti «fu per me un’esperienza decisiva, che mi tolse ogni dubbio sulla via scelta, quale che fosse la meta accessibile a me». Cosa intendesse veramente Dionisotti quando parlava di filologia è stato ed è tuttora materia di dibattito. A dieci anni dall’ultimo bilancio ( La storiografia letteraria di Carlo Dionisotti , Pisa, Pacini, 2012), aiutano a orientarsi gli atti del Convegno tenutosi a Messina nel tardo 2021 e promosso dalla Società dei Filologi della Letteratura Italiana: Carlo Dionisotti e la filologia Atti del Convegno internazionale. Messina, 15-17 settembre 2021 (Firenze, SFLI, € 60,00). L’iniziativa si lega alla generosa disposizione di Carlotta Dionisotti che all’Ateneo Messinese ha voluto consegnare l’intero archivio del padre: carteggi, estratti, documenti saranno schedati, digitalizzati e resi disponibili, in rete, alla consultazione degli studiosi. Le sezioni dell’archivio conservate presso altre istituzioni saranno riunite virtualmente in una futura banca dati condivisa. Ma a Roma Dionisotti aveva saggiato da vicino anche l’adamantina erudizione ecclesiastica; quella del cardinal Giovanni Mercati, prefetto della Biblioteca Apostolica Vaticana, che illustrava con il medesimo rigore e la medesima pietas tanto le sorti della più importante biblioteca dell’alto Medioevo quanto gli scartafacci di un oscuro umanista di provincia, traendone notizie a volte smilze, forse, ma certe. Era quanto Dionisotti cercava: dissodare terreni remoti e ignorati dalle grandi ricostruzioni unitario-risorgimentali alla De Sanctis in cambio dell’incontro con uomini vivi e concreti, sebbene appartenenti al passato; incontro che per ciò stesso è anche riflessione politica, sul presente. Lì, su quel terreno si giocava la partita con la storia, la comprensione delle sue dinamiche più profonde e nascoste. Lì l’erudizione poteva contribuire a quell’esigenza di verità inseparabile dal binomio di giustizia e libertà (Giorgio Panizza, Dionisotti moderno. Studi e interventi tra Sette e Ottocento ). Disciplina rigorosa, approccio scientifico, sguardo obiettivo, imponevano un linguaggio sobrio, aderente alla realtà storica dei fatti; richiedevano, per così dire, il ritorno a una funzione stilisticamente denotativa. L’esigenza emerge con chiarezza in una lettera a Luigi Russo che aveva pubblicamente e pretestuosamente attaccato Natalino Sapegno, ricorrendo a tutto l’armamentario retorico tipico dei polemisti di regime, compresa l’accusa – infondata e meschina – di avere lodato, in un suo studio, la prosa di Mussolini. Da qui l’indisponibilità al compromesso su punti che il vaglio della ricerca storico-filologica aveva ormai passato in giudicato (è il caso della dura polemica machiavelliana con Gennaro Sasso), con chi ritenesse «che risposte effuse e variamente argomentanti, anche se elusive rispetto ai punti specifici chiamati in discussione» potessero «risolvere e chiudere onorevolmente la contesa» (Simone Albonico, “Machiavellerie” ).

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Wikidata facts

Instance of
human
Given name
Carlo
Gender
male
Citizenship
Kingdom of Italy
Place of birth
Turin
Place of death
London
Languages spoken
English language
Student of
Vittorio Cian
Work location
London
Show 6 more facts
date of death
1998-02-22
date of birth
1908-06-09
writing language
Italian
interested in
Pietro Bembo
Sources (1)

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Available in 5 languages

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