Castelfranco Madonna
Sign in to saveAlso known as Madonna and Child between St. Francis and St. Nicasius
Altarpiece by Giorgione
Described at
La Pala di Giorgione - Comune di Castelfranco Veneto
Recenti studi sulla Pala hanno proposto nuove e convincenti letture interpretative, fondate, tra l’altro, sull’analisi dell’originario assetto interno della
comune.castelfrancoveneto.tv.it →Recenti studi sulla Pala hanno proposto nuove e convincenti letture interpretative , fondate, tra l’altro, sull’analisi dell’originario assetto interno della cappella Costanzo nella chiesa ‘vecchia’ (ristrutturata nel 1467), demolita per far posto al Duomo di F.M. Preti (iniziato nel 1724). Infatti, l’attuale cappella (inaugurata nel settembre 1935) propone una configurazione del rapporto tra Pala e lapide tombale radicalmente diversa da quella documentata all’inizio del sec. XVI. Un secondo e determinante filtro di lettura è suggerito dall’identificazione del ‘cubo’ sottostante il trono in un ‘sarcofago’ di porfido. La cappella, costruita dopo il 1467, pervenne alla famiglia Costanzo probabilmente quando Tuzio, il committente della Pala, si trasferì a Castelfranco (circa 1475), dove aveva acquistato l’omonima casa (ora Menegotto) in vicolo del Paradiso. Tuzio Costanzo, figlio di Muzio (vicerè di Cipro), era nato a Messsina. Si era poi trasferito a Cipro, al servizio della regina Caterina Cornaro (sposa del re cipriota Giacomo II di Lusignano, costretta nel 1489 al ‘dorato esilio’ di Asolo) e, successivamente, celeberrimo condottiero al servizio della Repubblica Veneta. Nella ‘vecchia’ cappella, la tomba di Matteo Costanzo , figlio di Tuzio, era scavata in un muro laterale e chiusa dalla lastra oggi deposta ai piedi dell’altare. Matteo era morto di febbri a Ravenna, all’età di 23 anni, tra la primavera del 1503 e l’estate del 1504, nel corso di una campagna bellica condotta dalla Serenissima. Il bassorilievo mostra l’immagine di un giovane guerriero, in armatura completa, con la spada al fianco e un copricapo sui capelli fluenti. Ai lati della testa: lo stemma dei Costanzo (lo stesso dipinto sul ‘sarcofago’ alla base del trono), ‘parlante’ (costa/Costanzo) nelle sei costole umane, sovrastate da un leone rampante, e lo stemma dei Verni, la famiglia nobile originaria di Maiorca cui apparteneva Isabella, sposa di Tuzio. L’iscrizione posta alla base della lapide celebra la bellezza e il valore di Matteo Costanzo e sigla una data, agosto 1504, riferibile all’allestimento della cappella. Sul muro opposto, si trovava il sepolcro di Tuzio, che aveva cosi disposto nel suo testamento del 1510. Volta e pareti erano affrescate, forse dallo stesso Giorgione, con Il Redentore in atto di benedire, quattro Evangelisti in altrettanti tondi ed arabeschi decorativi. Oggi, la sobria cappella della Pala è meta di visitatori provenienti da tutto il mondo e, malgrado il riassetto operato nel 1935, il capolavoro di Giorgione cattura lo spettatore in un forte coinvolgimento emotivo, suscitato dalla serenità del paesaggio, dal commosso silenzio dei personaggi e dalla muta compostezza dell’effigie marmorea del giovane Matteo Costanzo.
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Wikidata facts
- Instance of
- altarpiece
- Country
- Italy
- Located in
- Castelfranco Veneto
- Genre
- religious painting
- Main subject
- sacra conversazione
- Depicts
- mother
- Movement
- High Renaissance
- Creator
- Giorgione
- Image
- Giorgione - Pala di Castelfranco.jpg
- Height
- 200
- Width
- 152
- Significant event
- restoration
Show 4 more facts
- location of creation
- Castelfranco Veneto
- inception
- 1500-00-00
- described at URL
- www.museocasagiorgione.it/index.php?area=61&menu=49
- Commons category
- Pala di Castelfranco by Giorgione
Sources (6)
via Wikidata · CC0