Key facts
- Instrument.name
- Charango
- Instrument.names
- Quirquincho, Mulita, Tatu, Kirki
- Instrument.image
- Bolivian charango 001.jpg
- Instrument.image_capt
- A modern charango
- Instrument.background
- string
- Instrument.hornbostel_sachs
- 321.321–5
- Instrument.hornbostel_sachs_desc
- Composite chordophone sounded by the bare fingers
- Instrument.developed
- Early 18th century (perhaps earlier)
- Instrument.range
- E4 – (G6) 130px|center Charango tuning (Am7/E)
- Instrument.related
- Walaycho; Chillador; Ronroco; et al (see text). Concheras (also has armadillo back)
- Designation list.embed
- yes
- Designation list.designation1
- PCN
- Designation list.designation1_offname
- Charango
- Designation list.designation1_type
- Intangible
- Designation list.designation1_criteria
- Music and dances
- Designation list.designation1_free1name
- Legal basis
- Designation list.designation1_free1value
- R.D.N. 1136/INC-2007
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Il charango è uno strumento musicale sudamericano a corde, che discende dalla vihuela de mano introdotta dagli spagnoli nelle zone conquistate. Gli indios lo realizzarono, a somiglianza della vihuela, utilizzando quale cassa armonica la corazza del quirquincho (armadillo). Le ricerche circa la sua origine sono rese difficili dalla diffusione eterogenea che questo strumento ha conosciuto sull'altopiano andino. Sembra abbia avuto origine a Potosí, in Bolivia, Villa Imperial all'epoca ricchissima, dove fiorì ogni genere di arte a seguito del ritrovamento di miniere d'argento. Può essere definito quale strumento musicale frutto del mestizaje, cioè dell'unione tra la cultura europea e quella degli indios. Il suo bacino di utilizzazione è esteso ai paesi andini del Sudamerica (Bolivia, Perù, Cile, Ecuador e Argentina). Osservando le numerose varianti esistenti dello strumento ci si rende conto come la sua diffusione nell'arco andino sia capillare ma soggetta a variazioni notevoli. La più evidente è quella che intercorre fra charango boliviano e charango peruviano: il primo è ricavato da un unico legno, in cui il liutaio lavora per escavazione. Il secondo è costruito per laminatura a fasce, esattamente come per la chitarra classica. Accordatura del Charango, dalla corda più in alto. Di solito però, la 3° e 4° corda sono in La unisono. La forma dello strumento è quella di una piccola chitarra, a tastiera non libera e con cinque corde doppie da suonarsi a pizzico (tecnica punteada) o eseguendo ritmiche con accordi (tecnica rasgueada); la cassa armonica, originariamente costituita dalla citata corazza, è ora realizzata prevalentemente in legno, essendo l'armadillo tutelato perché in pericolo di estinzione. Originariamente le corde erano di budello, sostituito ora dal nylon che offre maggiori garanzie di precisione nel calibro; tuttavia negli altipiani andini è frequente l'utilizzo di charangos che montano corde metalliche assai sottili che conferiscono allo strumento una sonorità molto caratteristica. In questo caso i charangos, solitamente di dimensioni inferiori, vengono classificati come "chillador".Esiste in diverse versioni di accordatura, che è sempre rientrante. Ciò significa che le corde non sono ordinate per nota dalla più grave alla più acuta. Nell'accordatura standard, chiamato temple natural, la corda centrale è ottavata. Sono questi accorgimenti che conferiscono allo strumento un suono particolarmente cristallino e ricco e ne aumentano la sonorità.
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