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Gaspara Stampa (1523 – 23 April 1554) was an Italian poet. She is considered to have been the greatest woman poet of the Italian Renaissance, and she is regarded by many as the greatest Italian woman poet of any age. Stampa's father, Bartolomeo, originally from Milan, was a jewel and gold merchant in Padua, where she was born, along with her siblings Cassandra and Baldassarre. When Gaspara was eight, her father died and her mother, Cecilia, moved to Venice with her children, whom she educated i
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Chi è Gaspara Stampa, poetessa nella Venezia del 500
Chi è Gaspara Stampa, la poetessa del 500 che ha vissuto ardendo e ha cantato nei suoi versi "la gran sete amorosa che m'affligge"
elle.com →Gaspara Stampa ha cantato l’amore struggente per un uomo che non la riamava mettendo a nudo la sua anima in 311 poesie che raccontano una donna libera e capace di amare senza timori, accettando anche la sofferenza. Tra i suoi più assidui ammiratori c’è Francesco Sansovino, figlio del celebre architetto, che sfida l’autorità paterna per sposarla, ma senza successo. Riceve lettere ardenti che lodano la sua bellezza e la sua grazia ma anche la sua vivace intelligenza. Le dedicano sonetti e intere opere. Il cor verrebbe teco, nel tuo partir signore, s’egli fosse più meco, poi che con gli occhi tuoi mi prese Amore. Dunque verranno teco i sospir miei, che sol mi son restati fidi compagni e grati Quando la poetessa entra all’Accademia dei Dubbiosi sceglie per sé il nome arcadico Anassilla perché il Piave, in latino Anasso, lambisce le terre del suo amore lontano. Lontano geograficamente ma anche emotivamente perché pare che Collaltino non ricambiasse i sentimenti di Gaspara con lo stesso ardore. Quando Collaltino la lascia per sempre Gaspara è prostrata e attraversa una profonda crisi spirituale ma presto trova un nuovo amore a cui dedicarsi, un nuovo fuoco su cui soffiare. Quello per Bartolomeo Zen a cui dedica gli ultimi 14 sonetti della raccolta. Il canzoniere è concepito sul modello di Petrarca ma dagli stilemi petrarcheschi si allontana presto per dare più spazio ai moti spontanei dell’anima. Predilige forme discorsive, immediate e senza retorica per comporre un diario in versi dotato di musicalità. Tutte le sue poesie sono orecchiabili come canzoni. D’altronde Gaspara era anche musicista e spesso nei salotti di Venezia metteva in musica i sonetti di Petrarca.
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