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scrittura indu
Sign in to saveAlso known as Harappan script, Indus, Inds
script, short strings of symbols associated with the Indus Valley Civilization
Key facts
- Script type
- Undeciphered , possibly Bronze Age writing or proto-writing
- Period
- c. 2800–1900 BCE , (possible proto-script from c. 3500 BCE ) , (rarely, later "graffiti" till c. 1300 BCE )
- Direction
- Right-to-left script , boustrophedon
- Languages
- Unknown, possibly Harappan language
- Iso 15924
- Inds (610) , Indus (Harappan)
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Il termine scrittura dell'Indo (altrimenti detta scrittura Harappa) si riferisce a brevi sequenze di simboli connessi con la civiltà della valle dell'Indo, in uso durante il periodo Harappa maturo, tra il XXVI ed il XX secolo a.C. Non è generalmente accettato che questi simboli rappresentassero una scrittura utilizzata per registrare la lingua, e l'argomento rimane controverso. Nonostante i molti tentativi di decifrazione e le dichiarazioni, essa rimane ancora indecifrata e nessuna lingua di base è stata identificata. Non è nota alcun'iscrizione bilingue. La prima pubblicazione del sigillo Harappa risale al 1873, in un disegno di Alexander Cunningham. Da allora, sono stati scoperti oltre 4.000 oggetti del genere, alcuni lontani come in Mesopotamia. Nei primi anni settanta, Iravatham Mahadevan ha pubblicato un corpus sulle scritture dell'Indo comprendente circa 3.700 timbri e circa 417 segni distinti in modelli specifici. L'iscrizione contiene in media cinque segni, e la scritta più lunga è lunga solo 17 segni. Egli ha anche stabilito la direzione della scrittura come da destra a sinistra. Alcuni dei primi studiosi, contemporanei di Cunningham (1877), pensano che si tratti dell'antenata della famiglia di scritture Brahmi. L'idea di Cunningham fu supportata da G.R. Hunter, F. Raymond Allchin ed altri studiosi minori, che continuarono a ritenere la scrittura dell'Indo come genitrice della famiglia di scritture Brahmi. Comunque, altri studiosi (compresi Asko Parpola ed Iravatham Mahadevan) non si dichiararono d'accordo, sostenendo che lingue Brahmi derivassero dalla scrittura aramaica.
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