File:Emmanuelle-Fumonde-en-démonstration_(cropped).jpg · Wikimedia Commons · See Wikimedia Commons
Key facts
- Martial art term.pic
- Emmanuelle-Fumonde-en-démonstration (cropped).jpg
- Martial art term.piccap
- 2005 cadet world karate champion Emmanuelle Fumonde performing a kata.
- Martial art term.kanji
- 1. 型2. 形
- Martial art term.hiragana
- かた
- Martial art term.revhep
- kata
via Wikipedia infobox
Wikidata facts
- Part of
- martial arts
- Sport
- karate
- Image
- Motobu Choki2.jpg
Show 4 more facts
- Commons category
- Kata
- topic's main category
- Category:Kata
- Stack Exchange tag
- stackoverflow.com/tags/code-kata
- different from
- Hat Kata
Sources (2)
via Wikidata · CC0
Article · Italiano
Con il termine kata (giapponese 型 o 形, traducibile con forma, modello, esempio) si indica, nelle arti marziali giapponesi, una serie di movimenti codificati che rappresentano varie tecniche di combattimento in modo da evidenziarne i principi fondanti e le opportunità di esecuzione ottimali (spazio, tempo e velocità). L'espressione è l'equivalente del Taolu nelle arti marziali cinesi. Queste forme sono il risultato di secoli di studio e codifica da parte dei grandi maestri: lo scopo primario di un Kata è infatti quello di tramandare la grande conoscenza acquisita agli allievi, poiché all'interno dei vari Kata è possibile trovare tutte le tecniche dell'arte marziale che si sta eseguendo. Sebbene lo scopo principale di un Kata sia prettamente didattico non è da sottovalutare anche il suo aspetto spirituale, secondo il quale il praticante vive il Kata facendo vibrare le corde più profonde del proprio corpo esercitando un forte autocontrollo sulla respirazione e ricercando la maggiore efficacia possibile nelle tecniche, armonizzando il tutto in un qualcosa che va oltre un semplice schema. I Kata esistono nel karate, nel judo e all'interno della pratica di diverse scuole antiche di armi giapponesi come il kendō, il kobudo, lo iaidō, il jodo e la naginata. L'esercizio del Kata non si pratica solo nelle discipline marziali, ma in tutte quelle forme d'arte che abbiano come fine il dō (道, la "via"): si possono citare ad esempio lo shodō, l'ikebana, anticamente il kado (composizione floreale) e il chado. In tutte queste discipline ci si propone di fondere, attraverso la respirazione, la componente fisica e mentale eseguendo una predeterminata sequenza di gesti per raggiungere una più elevata condizione spirituale. Ogni kata è composto da una serie di movimenti che ne costituiscono la caratteristica evidente, ma presenta altri elementi che sfuggono alla comprensione più immediata: i maestri che li hanno creati hanno spesso volutamente mascherato il significato di alcuni passaggi per evitare che altri se ne impadronissero. Per esempio i kata vennero mimetizzati in danze innocue nel periodo in cui ad Okinawa vigeva la proibizione di praticare le arti marziali. Un particolare tipo di Kata è il Kata Bunkai: "Bunkai" significa letteralmente "smontare, fare a pezzi" e indica quindi l'applicazione del Kata alla realtà. Mentre i Kata possono essere eseguiti anche individualmente, il bunkai necessita di uno o più partner sui quali applicare le tecniche. È però importante ricordare come il kata sia un concetto "teorico" ovvero: tecniche e sequenze di mosse non hanno una dimostrata efficacia/applicabilità in un combattimento. Il kata ha un significato spirituale, per quanto ben eseguito possa essere esso, non è un modo funzionale per difendersi o combattere.
Abstract from DBpedia / Wikipedia · CC BY-SA