
Image by Alexas_Fotos on Pixabay · Pixabay License
via Open Library + Wikidata
5 total works indexed
· 2018 · cited 10,795x
· 2012 · cited 10,729x
· 2018 · cited 9,365x
· 2000 · cited 8,822x
· 2019 · cited 8,819x
via Crossref · CC0

Mario Cervi - Cronaca - Vivere Milano
Capitava talvolta che ci dessimo appuntamento in un bar posto sotto i portici di via Vittor Pisani, vicinanze stazione Centrale e non lontano dalla casa dove lui: Mario Cervi, abitava.
viveremilano.info →Capitava talvolta che ci dessimo appuntamento in un bar posto sotto i portici di via Vittor Pisani, vicinanze stazione Centrale e non lontano dalla casa dove lui: Mario Cervi, abitava. In quel locale di stampo antico, tutto legno di caldo colore marrone che a me tanto ricordava quello descritto da Ed McBain all'inizio del suo romanzo "Una città contro", l'anziano giornalista usava bere un Bloody Mary, bevanda a base di vodka e succo di pomodoro, la stessa bevanda che amava bere il Vecchio, capo del commissario Sanantonio. E con Sanantonio - Frédéric Dard Cervi aveva in comune anche l'anno di nascita: 1921, e la professione giornalistica che pure il grande scrittore francese all'inizio della sua carriera ebbe modo di svolgere ammodo. Mario Cervi era nato a Crema il 25 marzo (1921) e si era trasferito ben presto a Milano, laureandosi in legge. Ufficiale di fanteria durante la seconda guerra mondiale, l'8 settembre 1943 si trova in Grecia e lì viene fatto prigioniero dai tedeschi. Ad Atene conosce Dina, una bella ragazza che diventerà poi sua moglie e lo sarà fino alla vigilia di Natale del 2007, anno in cui morirà. "Da allora non trovo pace", dirà spesso il giornalista, che la raggiungerà otto anni dopo, il 17 novembre 2015. Mario Cervi è stato un grande giornalista, cui soltanto il carattere modesto gli ha impedito di farsi notare come meritava. Cervi inizia la sua carriera come cronista del Corriere della Sera, per poi essere promosso inviato speciale di cronaca giudiziaria. Nel 1956 è presente alla Crisi di Suez, nel 1967 al golpe dei colonnelli in Grecia, nel 1973 a un altro golpe: quello in Cile di Augusto Pinochet, uno fra i più sanguinari despoti che la Storia annoveri, e che di augusto possedeva soltanto il nome. Fu anche uno dei tre giornalisti presenti a Santiago il giorno della morte di Salvador Allende, che scrisse col proprio sangue la fine della propria vita a differenza della sua omonima Isabel che le storie della propria vita le scriveva con l'inchiostro. E poi eccolo, nel 1974, documentare l'invasione di Cipro da parte della Turchia. Sempre nel corso di quell'anno, mese di giugno, Cervi lascia il Corriere della Sera insieme a Montanelli e ad altre illustri firme per fondare un nuovo quotidiano: "Il Giornale Nuovo", più orientato a destra rispetto a quello di via Solferino che la proprietà Crespi e la direzione Ottone aveva fatto invece orientare un po' troppo a sinistra. Pur non avendo più un'età giovane, il gruppo di celebri fuoriusciti aveva sempre l'argento vivo addosso, e poteva quindi controbattere l'ottone del Corrierone con l'oro di molti suoi articoli scritti col piombo della composizione e non dal piombo della decomposizione che gli estremisti di quel triste periodo detenevano. Al "Giornale" Mario fa l'editorialista e l'inviato, prendendo a pubblicare: dal 1979 con "L'Italia Littoria (1925-1936) ben 13 volumi di storia firmati insieme a Montanelli ma che di fatto fu lui soltanto a stendere perché Indro avendo molte altre incombenze da svolgere non aveva tempo anche per questo impegno, tanto che a volte era sempre Cervi a scrivere editoriali a firma Montanelli. Una osmosi perfetta, un po' come quella intercorrente fra Luigi Pirandello e il figlio Stefano, autore quest'ultimo di molti racconti firmati dal padre e indistinguibili in quanto a stile, o quella tra Frédéric Dard-Sanantonio e il figlio Patrice, continuatore quest'ultimo della saga del commissario e ben poco distinguibile nella forma da quella di papà Dard. Come Montanelli anche Cervi aveva una sua "Stanza" in un settimanale, nel caso suo questo fu "Gente", dove per molti anni parlerà di fatti importanti a gente che lo era di meno e la quale aveva bisogno di un linguaggio comprensibile per potere capire. Quando Montanelli lascerà "Il Giornale" per divergenze con la proprietà andando a fondare un nuovo quotidiano: "La Voce", Mario Cervi pur non essendo convinto della riuscita dell'operazione lo seguirà per amicizia e stima, sebbene l'avventura d
Excerpt from a page describing this subject · 20,369 chars · not written by Vinony
via Wikidata · CC0
Discovered by embedding cosine similarity (sentence-transformers MiniLM, 384-dim).