Mitimaes
Sign in to saveMitma was a policy of forced resettlement employed by the Incas. It involved the forceful migration of groups of extended families or ethnic groups from their home territory to lands recently conquered by the Incas. The objective was to transfer both loyalty to the state and a cultural baggage of Inca culture such as language, technology, economic and other resources into areas that were in transition.
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I Mitimaes erano gruppi di famiglie separate a forza dalle loro comunità di origine dall'Impero Inca e spostate da villaggi leali verso regioni conquistate e viceversa, allo scopo di adempiere a certe funzioni economiche, sociali, culturali, politiche e militari. Il termine proviene dal quechua mitmac, che significa "sparpagliare". Questi gruppi sono anche noti come mitmakuna o mitmaqkuna. Nessun'altra politica ebbe tante ripercussioni sia sulla demografia che sulla composizione etnica andina quanto quella dei mitimaes. Si stima che un quarto della popolazione dell'impero sia stato così spostato. La funzione politica e strategica più frequente di questi spostamenti era la necessità dell'Impero Inca di dividere le popolazioni che si supponeva costituissero una minaccia per le élite che dirigevano l'impero. Questi grandi spostamenti di popolazioni avevano l'effetto di diminuire il peso di un'etnia e di affievolire così le possibilità di resistenza. La politica del mitmaqkuna fu soprattutto condotta sull'altipiano boliviano meridionale. Colà le funzioni di questo tipo di colonizzazione furono allo stesso tempo produttive e difensive da un punto di vista militare. Un gran numero di Mitimaes furono obbligati a difendere la frontiera contro gli ostili Chiriguano. Tutto l'arco sud-est dell'altipiano fu cosparso di guarnigioni e questo dispositivo fu prolungato a sud nell'attuale Nord-ovest argentino fino al Pucará de Aconquija, nell'attuale provincia di Tucumán.
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