Nella teoria della calcolabilità, la macchina di Moore è un automa a stati finiti in cui le uscite sono determinate in funzione dei soli stati correnti (e non anche dagli stati d'ingresso, come accade invece nella macchina di Mealy). Il diagramma di stato di una macchina di Moore prevede un segnale d'uscita per ciascuno stato.L'automa deve il suo nome al suo promotore, lo statunitense , professore di matematica ed informatica all'università del Wisconsin-Madison, che lo descrisse nel trattato Gedanken-experiments on Sequential Machines. La maggior parte dei sistemi elettronici digitali vengono progettati come sistemi sequenziali ad impulsi di clock, che sono una forma ridotta della macchina di Moore, dove lo stato cambia solo quando varia il segnale globale di clock. Generalmente lo stato corrente viene salvato nei flip-flop, mentre il segnale globale di clock viene collegato nell'ingresso dei flip-flop riservato al clock. I sistemi sequenziali ad impulsi di clock sono solo un modo di risoluzione dei problemi di metastabilità. Una tipica macchina di Moore elettronica comprende una sequenza logica combinatoria per decodificare lo stato corrente nelle uscite (lambda). Nel momento in cui lo stato corrente viene modificato, il cambio si ripercuote sull'intera sequenza, modificando (o meno) quasi istantaneamente anche le uscite. Esistono diverse tecniche di progettazione che tendono a limitare eventuali bug durante il breve periodo di modifica, ma la maggior parte dei sistemi sono costruiti in maniera tale che questi "buchi" vengano ignorati o considerati irrilevanti. Le uscite conservano indefinitamente il loro stato, fintanto che la macchina non cambi nuovamente stato.
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Discovered by embedding cosine similarity (sentence-transformers MiniLM, 384-dim).