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Sandra Cecchini...tennista libera di essere e libera di vincere - Tennis On The Beat
tennisonthebeat.it →Intervista a 360 gradi alla tennista più titolata d’Italia, tra molti successi, qualche rimpianto e …. A cavallo tra gli anni ’80 e ’90 il tennis femminile proponeva un panorama di campionesse davvero affascinante: si sfidavano Martina Navratilova , determinata in campo quanto nella vita privata dove ha combattuto tutti i luoghi comuni, Chris Evert elegante americana vincitrice di 18 prove dello slam e fenomenale anche su terra battuta, la mitica ed inimitabile Steffi Graf , oggi moglie di Agassi, il primo prototipo di atleta moderna, potente ed elastica allo stesso tempo, per non parlare della conturbante Gabriela Sabatini che faceva sognare gli appassionati del foro italico che l’adoravano. Intanto si affacciava nel circuito una giovanissima e rivoluzionaria Monica Seles, che col suo gioco basato sull’anticipo stava imponendosi come nuovo fenomeno e come risposta femminile ad Andre Agassi. Tutte queste campionesse quando leggevano il loro nome associato in tabellone a quello della nostra Sandra Cecchini facevano una smorfia, un misto di insofferenza e preoccupazione . Sapevano bene che giocare contro l’azzurra avrebbe significato dissipare un mucchio di energie, lottare ogni 15 per avere la meglio contro una delle più complicate avversarie che il circuito potesse presentare. Sandra Cecchini infatti non solo disponeva di pericolose armi tecniche (una su tutte il rovescio in back), ma poteva restare in campo più di 3 ore riprendendo ogni palla, mantenendo un livello altissimo. Batterla equivaleva a fare parecchia fatica. Grazie a queste qualità, un braccio educatissimo unito ad una preparazione atletica spettacolare, Sandra ha vinto nella sua lunga carriera ben 14 tornei nel singolare e 11 in doppio , attestandosi tuttora al primo posto in Italia come numero di titoli vinti nel circuito maggiore. Tra le sue vittorie su tutte quella nel 1986 con Chris Evert in Fed Cup a Praga in 3 set combattutissimi: battere l’americana di ghiaccio, la giocatrice dotata di maggiore concentrazione del circuito, resta una impresa titanica che la nostra Sandra riuscì a compiere. Restare per 10 anni tra le prime 20 del mondo (e ai vertici del tennis italiano) rappresenta un’altra gemma della carriera di Sandra. “Le differenze le fanno i materiali principalmente. Guardando il tennis femminile oggi tirano più forte, ma il merito maggiore è degli attrezzi e delle palline. Le racchette sono completamente diverse, vorrei vedere le ragazze di oggi giocare con le racchette di legno…non so mica quanto bene giocherebbero…ma ti ricordi Steffi Graf ad esempio? Era così forte fisicamente che oggigiorno non c’è nessuna come lei, con quella potenza unita all’elasticità. C’era Monica Seles che aveva un anticipo pazzesco. Oggi son tutte ragazzone di 180 cm per la naturale evoluzione del genere umano ma già ai miei tempi tiravamo forte in tante, se Steffi riprendesse a giocare oggi tornerebbe tra le prime 10 . Lei era già modernissima, quando tirava il diritto in salto ti arrivavano dei missili. Poi pensa alle corde, noi avevamo un tipo di budello e uno di sintetico, oggi ci sono 10mila tipi…racchette modificate con bilanciamento personalizzato..” Siamo certi che questa multidisciplinarità sia stata fondamentale per la riuscita di Sandra in ambito tennistico: equilibrio, controllo del proprio corpo, propriocettività, capacità di previsione dei rimbalzi, resistenza e mille altri aspetti allenati ore ed ore al giorno attraverso qualsiasi tipo di attività ludica, sia a corpo libero sia con attrezzi come una semplice palla. “Di ragazze ne ho viste passare tante, sono rimasta molti anni del resto. Sai chi mi ricordo come davvero forte? Nicoletta Virgintino , che in quel periodo era la più forte d’Italia nella categoria, era di Bari, fisicamente era eccezionale: non ricordo i motivi per cui mollò, peccato perché poteva diventare una fuoriclasse.” Penso che queste esperienze possano essere messe a frutto adesso che sei coach per non ripetere gli errori commessi a su
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