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Sciasciamanna
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Sciasciamanna

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città dell'Etiopia

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Place details

Region
ኦሮሚያ ክልል Oromia أوروميا
Country
ኢትዮጵያ
Population
208,400
Timezone
Africa/Addis_Ababa

via OpenStreetMap · GeoNames

Key facts

Settlement.official_name
Shashemene
Settlement.native_name
Shaashamannee
Settlement.nickname
Shashe
Settlement.settlement_type
City
Settlement.motto
Best Business Center
Settlement.image_caption
From top, left to right: Main road of Shashemene; Black Lion Museum; fruits produced in Shashemene, and Abijatta-Shalla National Park
Settlement.pushpin_map
Ethiopia
Settlement.pushpin_label_position
right
Settlement.pushpin_map_caption
Location within Ethiopia
Settlement.subdivision_type
Country
Settlement.subdivision_name
Ethiopia
Settlement.subdivision_type1
Region
Settlement.subdivision_name1
Oromia
Settlement.subdivision_type2
Zone
Settlement.subdivision_name2
West Arsi
Settlement.area_total_km2
17.19
Settlement.population_as_of
2007
Settlement.population_total
407,000

via Wikipedia infobox

Wikidata facts

Country
Ethiopia
Located in
West Arsi Zone
Elevation
2008
Capital of
West Arsi Zone
Image
Shashemene.jpg
Show 2 more facts
Commons category
Shashamané
Sources (3)

via Wikidata · CC0

Article · Italiano

Sciasciamanna è una città dell'Etiopia, situata 240 km a sud di Addis Abeba, nella Regione di Oromia. È attraversata dalla Strada Trans-Africana Il Cairo-Città del Capo (TAH 4). Nelle sue vicinanze si trovano alcuni importanti parchi naturali, tra cui la riserva naturale di Wondo Genet e il Senkele Wildlife Sanctuary. Nell'aprile 1941 qui si concentrarono le truppe italiane provenienti dallo Harar, dalla Somalia e dallo Scioa, incalzate dalle forze britanniche di terra e di cielo, nonché dai ribelli etiopi detti arbegnoch, via via sostenuti dalla popolazione. La difesa italiana fu assegnata alla colonna comandata dal colonnello Tito Agosti e il principale combattimento si svolse sui due torrenti del grande e piccolo Dadaba il 13 maggio. Dopo due giorni di intensi tiri d'artiglieria tra gli schieramenti avversari, i fucilieri sudafricani bianchi (Natal Mounted Rifles e King's African Rifles rinforzati da artiglierie sudafricane e indiane, reparti di mortaristi, anticarro, carri armati, autoblindo, apparecchi Hurricanes e ribelli arussi) travolsero le due linee di difesa italiane rappresentate principalmente dal XII battaglione coloniale somalo (comandato dal maggiore Gioacchino Nadalini), rinforzato da Camicie nere, e dal 121º gruppo artiglieria della Somalia (comandato dal tenente colonnello Nicolò Bonessa, proposto alla Medaglia d'Oro al Valor Militare) a sua volta rinforzato da reparti di fanteria e di mitraglieri, ulteriori reparti di artiglieria, una batteria contraerea, lo squadrone di carri L3 dei Cavalieri di Neghelli. Entrambi i comandanti italiani morirono sul campo di battaglia insieme ai loro uomini. Il combattimento fu definito dai militari sudafricani il più feroce da loro sostenuto in tutta la campagna dell'Africa Orientale. Agosti ebbe modo di far arretrare il resto della sua truppa malgrado gli attacchi di migliaia di ribelli etiopi. Nel 1948 l'imperatore etiope Hailé Selassié donò 500 acri di terreno nei pressi della città alla Ethiopian World Federation, un'organizzazione non governativa che si occupava di permettere agli afro-americani di tornare a vivere nelle loro terre ancestrali dell'Africa. Da allora alcuni seguaci della religione rastafariana, provenienti soprattutto dalla Giamaica, iniziarono a stabilirsi a Sciasciamanna e oggi ammontano a circa 200 individui.

Abstract from DBpedia / Wikipedia · CC BY-SA

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