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La solmisazione, solmizzazione (dal nome delle note musicali sol e mi) o solfisazione è un metodo di solfeggio basato sulle sillabe che individuavano le note dell'esacordo: Ut - Re - Mi - Fa - Sol - La. L'introduzione del metodo viene solitamente attribuito, ma la cosa è ipotetica, a Guido d'Arezzo (XI secolo) ma della sua pratica abbiamo solo testimonianze relative ad epoche molto posteriori, come ad esempio nell'anonimo Tractatus de solmisatione del XIV secolo. In precedenza questa teoria prevedeva che la successione Ut Re Mi Fa Sol La, chiamata esacordo, fosse trasposta a partire dal Fa e dal Sol per creare altre due esacordi, attraverso i quali leggere le porzioni di musica contenenti la ancora mancante sillaba Si: Così come si vede nell'esempio, all'esacordo originario fu dato il nome di esacordo naturale (in pratica i suoni corrispondono ai nomi), all'esacordo con il Si bemolle il nome di esacordo molle e quello contenente il Si bequadro fu chiamato esacordo duro. L'estensione dei suoni normalmente considerata era dal Sol1 (primo rigo della chiave di basso) al Mi4 (quarto spazio della chiave di violino), da qui il termine solmisazione. Venivano quindi individuati sette esacordi: due naturali, due molli e tre (il primo e l'ultimo) duri. La solmisazione implicava il passaggio da un esacordo all'altro tutte le volte in cui il brano musicale lo rendesse necessario. Insomma, una melodia che non toccasse mai le note inferiori a Ut o superiori a La veniva cantata sulle sillabe dell'esacordo naturale, senza dover passare agli altri due esacordi. Quando la melodia passava superiormente dal La al Si o inferiormente da Ut al Si, molle o duro che fosse, si rendeva necessario cambiare esacordo e passare all'esacordo duro o al molle. Si riteneva che la sostituzione di Ut con Do (probabilmente in quanto sillaba più facile da cantare) fosse stata proposta dall'erudito Giovanni Battista Doni nella prima metà del XVII secolo. Do sarebbe stata secondo questa interpretazione la sillaba iniziale del suo cognome; in realtà già in un trattato di Pietro Aretino precedente la nascita dello stesso Doni la prima delle note viene chiamata Do e non più Ut.
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