Skip to content
EntityQ1605752· pop 9· linked from 100 articles

Pietra runica di Stentoften

Sign in to save

Also known as DR 357

runestone

Wikidata facts

Instance of
ancient monument
Country
Sweden
Image
Stentoftenstenen.jpg
Show 1 more fact
Commons category
Stentoftenstenen
Sources (2)

via Wikidata · CC0

Article · Italiano

La Pietra runica di Stentoften è un monolito recante una maledizione in proto-norreno scoperta nel 1823 dal decano O. Hammer. Fu rinvenuta stesa a terra, con il lato inciso rivolto verso il basso, circondata da cinque grandi pietre che formavano un pentagono o un pentagramma. Di conseguenza la pietra faceva parte di un monumento più grande, simile al complesso di Björketorp sito poco più a est. Nel 1864 il monolito fu spostato nella chiesa di Sölvesborg, Svezia. La maggior parte degli studiosi data l'incisione al VII secolo d.C. e fu utilizzato uno stile delle rune che si pone tra il Fuþark antico e quello recente. Un tipico esempio di questo è la runa "a" che ha la stessa forma della runa "h" nel Fuþark recente. La runa "k", che assomiglia molto ad una Y, è la transizione da a nelle due versioni dei caratteri. Questo rinvenimento è molto significativo perché sono poche le iscrizioni intermedie rinvenute fino ad ora e tra queste possiamo citare la Pietra runica di Björketorp, la Pietra runica di Istaby e la (traslata a Copenaghen e persa nell'incendio del 1728). Le pietre runiche di Stentoften, Istaby e Gummarp, tramite i nomi che compaiono su esse, vengono associate ad uno stesso clan e le persone citate sono sempre dei capo clan. La pietra di Björketorp non riporta nessun nome e dista circa 10 chilometri dalle altre, ma non vi sono dubbi che anch'essa sia collegata alle altre, in quanto riporta lo stesso stile di rune e il medesimo messaggio della pietra di Stentoften. È altresì ovvio che l'autore delle iscrizioni non fu sempre lo stesso e pertanto questo mette in risalto una specifica tradizione runica presente nel Blekinge durante il VII secolo.

Abstract from DBpedia / Wikipedia · CC BY-SA

Available in 8 languages

via Wikidata sitelinks · CC0