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Tōyō Mitsunobu (光延 東洋 Mitsunobu Tōyō?; Prefettura di Okayama, 9 ottobre 1897 – Pianosinatico, 8 giugno 1944) è stato un ufficiale della Marina imperiale giapponese, responsabile della missione navale nipponica in Italia dal 1940 alla morte. Si arruolò nel 1919 con ottimi risultati e, perciò, gli alti comandi lo assegnarono a compiti direzionali, amministrativi o burocratici, concedendogli raramente di prestare servizio in mare o in prima linea. Studiò comunque al Collegio navale e divenne ufficiale di rotta, servendo su cacciatorpediniere e sulla portaerei Hosho. All'inizio degli anni trenta fu inviato a Parigi e rimase due anni in Europa, dopodiché fu tra l'equipaggio dell'incrociatore pesante Nachi. Tra 1934 e 1936 collaborò alla preparazione della delegazione nipponica per la conferenza navale di Londra e vi presenziò come aiutante del plenipotenziario giapponese. Dopo aver partecipato, con funzioni di ufficiale di stato maggiore, a operazioni aeronavali sul fronte cinese (1938), fu destinato all'ufficio del ministro residente a Shanghai. Nel febbraio 1940 fu riassegnato all'ambasciata giapponese in Italia in qualità di addetto militare. Rimasto nella penisola anche dopo l'8 settembre 1943, rimase ucciso in un'imboscata partigiana sull'Appennino tosco-emiliano meno di un anno dopo.
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