File:Anjar_-_Cardo_vu_du_nord_2.jpg · Wikimedia Commons · See Wikimedia Commons
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Anjar is a municipality and human settlement located in the Zahlé District of Lebanon. The town, which has the native label عنجر, sits at an elevation of 950 meters above sea level and covers an area of 20 square kilometers. It is situated in the Béqaa administrative region and is recognized as a World Heritage Site.
The population of Anjar is 2400. The earliest written record of the settlement dates to 701. Anjar is part of the Asia/Beirut timezone.
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Place details
- Locality
- عنجر
- Region
- محافظة البقاع
- Country
- لبنان
- Population
- 2,400
- Timezone
- Asia/Beirut
via OpenStreetMap · GeoNames
Key facts
- Country
- Lebanon
- Governorate
- Beqaa Governorate
- District
- Zahle District
- Time zone
- UTC+2 ( EET )
- Summer dst
- +3
- Official name
- Anjar
- Type
- Cultural
- Criteria
- iii, iv
- Designated
- 1984 (8th session )
- Region
- Arab States
via Wikipedia infobox
Wikidata facts
- Instance of
- municipality of Lebanon
- Official name
- عنجر
- Country
- Lebanon
- Located in
- Zahlé District
- Population
- 2400
- Area
- 20
- Elevation
- 950
- Official website
- www.mousaleranjar.com
- Image
- Anjar, Lebanon, Ancient ruins of the city of Anjar.jpg
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- Commons category
- Anjar
- heritage designation
- World Heritage Site
- native label
- عنجر
- time of earliest written record
- 0701-00-00
Sources (3)
via Wikidata · CC0
Article · Italiano
La cittadina di Anjar (عنجر in arabo, traslitterato anche ʿAnǧar), nota anche come Haouch Moussa (حوش موسى), si trova in Libano, nella valle della Bekaa (البقاع in arabo, traslitterato anche al-Biqāʿ) o valle dei Litani, non molto distante dall strada che collega Damasco e Beirut. La cittadina è nota soprattutto per essere un centro archeologico di notevole importanza, dalla seconda metà del ventesimo secolo. La cittadina è oggi prevalentemente popolata dai discendenti di circa seimila armeni che abitavano la regione di Musa Dagh, nel sangiaccato di Alessandretta. Quando nel 1939 le autorità mandatarie francesi cedettero la regione alla Repubblica di Turchia, gli abitanti armeni, che erano scampati al genocidio del 1915 grazie ad una resistenza accanita e temevano ritorsioni da parte turca, cercarono rifugio in Siria e in Libano, e molti di essi diedero vita all'attuale insediamento. In tempi più recenti, la cittadina è stata tristemente nota come sede del quartier generale delle forze armate e dei servizi segreti siriani di stanza in Libano. Dal punto di vista storico e culturale, però, la cittadina deve la sua importanza al complesso architettonico di epoca omayyade, che si ritiene sia stato edificato dal califfo Walīd I (705-715). Si tratta di un insediamento fortificato e cinto da mura che riprende il modello urbanistico ellenistico-romano: il cardo maximus e il decumanus maximus dividono infatti l'area urbana in quattro settori identici. L'incrocio tra i due assi è segnato da un tetrapilo in stile tardo romano-bizantino. La città comprendeva anche terme e botteghe, ma i resti più importanti sono quelli relativi all'edilizia residenziale e, in particolare, i due palazzi con arcate e fregi in pietra. Con la fine della dinastia omayyade e l'avvento della dinastia abbaside nel 750, la città venne abbandonata e cadde in rovina. Fu riscoperta in maniera pressoché casuale intorno al 1950, anche se per l'esattezza gli scavi che hanno portato alla luce i resti del complesso furono iniziati già nel 1949.
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