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Deep Impact

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Also known as Deep Impact Flyby

sonda spaziale della NASA

Key facts

Mission type
Flyby/impactor ( 9P/Tempel )
Operator
NASA · JPL
Cospar id
2005-001A
Website
www .jpl .nasa .gov /missions /deep-impact /
Mission duration
Final: 8 years, 6 months, 26 days
Manufacturer
Ball Aerospace · University of Maryland
Launch mass
Total: 973 kg , Spacecraft: 601 kg (1,325 lb) , Impactor: 372 kg (820 lb)
Dry mass
Total: 879 kg , Spacecraft: 515 kg (1,135 lb) , Impactor: 364 kg (802 lb)
Dimensions
3.3 × 1.7 × 2.3 m (10.8 × 5.6 × 7.5 ft)
Power
92 W ( solar array / NiH 2 battery )
Launch date
January 12, 2005, 18:47:08 ( 2005-01-12UTC18:47:08 ) UTC
Rocket
Delta II 7925 / PAM-D
Launch site
Cape Canaveral SLC-17B
Contractor
Boeing
Disposal
Contact lost
Last contact
August 8, 2013 ( 2013-08-09 )
Closest approach
July 4, 2005, 06:05 UTC
Distance
575 km (357 mi)

via Wikipedia infobox

Wikidata facts

Instance of
space probe
Country of origin
United States
Mass
515
Image
Deep Impact.jpg
Height
2.3
Width
1.7
Length
3.3
Show 8 more facts
Commons category
Deep Impact
UTC date of spacecraft launch
2005-01-12
space launch vehicle
Delta II
Commons gallery
Deep Impact (space mission)
principal investigator
Michael A'Hearn
space tug
Star 48
capital cost
267000000
Sources (12)

via Wikidata · CC0

Article · Italiano

Deep Impact è una sonda spaziale della NASA progettata per studiare la composizione dell'interno di una cometa. Alle 5:52 UTC del 4 luglio 2005 una parte della sonda ha impattato con successo il nucleo della cometa Tempel 1, portando alla luce i detriti provenienti dall'interno del nucleo. Le precedenti missioni spaziali dirette verso comete, come la Giotto e la Stardust, erano semplicemente missioni di sorvolo con la possibilità di fotografare ed esaminare la superficie dei nuclei delle comete. La missione Deep Impact è la prima ad esaminare l'interno di una cometa e conseguentemente, come sperano gli scienziati, sarà la prima a svelare i segreti di questi piccoli corpi celesti congelati. Nel primo briefing dopo l'impatto, alle 01:00 (del Pacifico) del 4 luglio 2005, le prime immagini processate rivelarono il cratere formatosi precedentemente nella cometa. Gli scienziati della NASA dichiararono che non erano ancora in grado di vedere il cratere e che l'unico modello riguardante la composizione delle comete che potevano scartare con certezza era quello che prevedeva che le comete fossero un insieme di materiale aggregato altamente poroso. Una prima estensione della missione, ridenominata EPOXI, ha permesso di utilizzare la sonda per l'osservazione dei pianeti extrasolari e, soprattutto, per il sorvolo di una seconda cometa, la Cometa Hartley 2, raggiunta il 4 novembre 2010. Ancora in buono stato, la sonda è stata quindi rediretta verso l'asteroide Near-Earth , che avrebbe dovuto essere raggiunto nel gennaio del 2020, e utilizzata per osservazioni in remoto delle comete ed ISON. Nell'agosto del 2013, tuttavia, la NASA ha perso le comunicazioni con la sonda. Dopo circa un mese in cui non è stato possibile ristabilire i contatti, la missione è stata dichiarata conclusa il 20 settembre 2013.

Abstract from DBpedia / Wikipedia · CC BY-SA