1906 confrontation between British military officers and Egyptian civilians in Egypt
L'Incidente di Denshawāī è il nome dato a un fatto di sangue e di proditoria violenza avvenuto il 13 giugno del 1906 tra ufficiali britannici e contadini egiziani nel villaggio di Denshawāī (in arabo: دنشواي), vicino Tanta, nel delta del Nilo.Si pensa che l'incidente abbia costituito un momento altamente qualificante del peggioramento vistoso dei rapporti tra la potenza occupante e l'opinione pubblica egiziana, sempre più insofferente della crescente e prepotente ingerenza britannica nelle questioni egiziane. La disputa cominciò con tre ufficiali britannici che sparavano ai piccioni, ferendo gravemente per errore una donna egiziana. Infuriati, gli abitanti del villaggio attaccarono gli ufficiali con spade e forconi ed essi risposero aprendo il fuoco sui contadini, causando un alto numero di feriti prima di scappar via. Dei tre fuggitivi britannici, uno patì un colpo di calore durante la fuga e morì. Di fronte ai segni inequivocabili del crescente nazionalismo egiziano, gli ufficiali britannici ritennero opportuno mostrare i loro muscoli e "dare un esempio" agli abitanti del villaggio coinvolti nell'omicidio. Molti abitanti di Denshawāī furono quindi incarcerati, diciassette furono condannati al carcere o alla fustigazione e altri quattro furono condannati alla pena capitale. Questa iniqua decisione infiammò gli animi degli egiziani di sentimenti nazionalisti e patriottici, specialmente in quelli dei militanti del Partito Nazionale di Mustafa Kamil, che si recò per protestare a Londra presso il Primo ministro Sir Henry Campbell-Bannerman, chiedendo la rimozione di Lord Cromer e la concessione di maggior libertà all'Egitto.
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