Person · Open Library
- Works
- 1
Top works
- Präriejäger in Mexiko
via Open Library + Wikidata
Music · MusicBrainz
- Type
- Person
- Gender
- Male
- Origin
- Serbia
- Active from
- 1940-06-13
Discography
via MusicBrainz · CC0
Listeners · Last.fm
- Listeners
- 5
- Total plays
- 9
<a href="https://www.last.fm/music/Gojko+Miti%C4%87">Read more on Last.fm</a>
Recent publications · Crossref
5 total works indexed
- Coinage Metal Hydrides: Synthesis, Characterization, and Reactivity
· 2016 · cited 447x
- The Catalytic Mechanisms of Binuclear Metallohydrolases
· 2006 · cited 415x
- The first horse herders and the impact of early Bronze Age steppe expansions into Asia
· 2018 · cited 350x
- Development of high-performance self-compacting concrete using waste recycled concrete aggregates and rubber granules
· 2018 · cited 305x
- Purple acid phosphatase: A journey into the function and mechanism of a colorful enzyme
· 2013 · cited 191x
via Crossref · CC0
Described at

Quei film western anti Usa della vecchia Germania Est. Dove gli indiani erano i Nostri- Corriere.it
Gli “Indianerfilme” furono una delle produzioni cinematografiche di maggior successo nella DDR durante la Guerra Fredda. Ribaltavano i ruoli...
corriere.it →Sì, ben prima di Robert Redford o di Kevin Costner, a partire dal 1966 e fino al 1983, lo jugoslavo Gojko Mitic divenne l’idolo delle folle dell’altra Berlino (ma anche di Mosca o di Sofia) interpretando per ben 12 lungometraggi, chiamati da quelle parti gli “Indianerfilme”, capi o ribelli nativi in titoli come I figli della grande mamma Orsa, Apaches o Tecumseh. Tutti prodotti dalla Defa, la potente casa cinematografica di Stato della DDR. E in tutti gli indiani hanno sempre ragione contro i “capitalisti” americani che bruciano villaggi, uccidono donne e bambini, sempre rappresentati insomma come spietati orchi. Una via di mezzo tra Tex Willer e Giuliano Gemma, Gojko, dai lineamenti scavati e ben definiti e sempre a petto nudo, fino al primo di questi episodi era un oscuro caratterista di western girati dall’altra parte del Muro. . Pellicola del ‘66 diretta dal cecosovacco Joseph Mach") Gojko Mitic alias capo indiano Tokeiihto in «Die Söhne der großen Bärin» («I figli della grande mamma orsa»). Pellicola del ‘66 diretta dal cecosovacco Joseph Mach Perché anche nella Germania Ovest vi fu una produzione autoctona come con Winnetou del 1962, ispirata ai romanzi dello scrittore ottocentesco Karl May, dove gli indiani venivano equiparati alle antiche tribù teutoniche (e per questo graditi a Hitler che li consigliava ai suoi generali durante l’assedio di Stalingrado), ma in fin dei conti erano degli innocui, bravi selvaggi. È a Est, in piena Guerra Fredda, che gli “Indianerfilme” diventano invece uno strumento di propaganda antiamericana e perdono quel piglio simil etnico e meramente bucolico che tanto piaceva ai nazisti e che non avrebbe potuto essere tollerato nella Repubblica democratica e antifascista. Consapevole che molti suoi concittadini erano andati fino a Praga per vedersi Winnetou, dove ne era permessa la proiezione, la DDR decise dunque di prodursi i suoi western da sola con la Defa, nata e cresciuta all’ombra del socialismo. E morta con esso, due anni dopo la riunificazione, nel 1992, spazzata via dalle dinamiche di mercato. «Divennero presto popolarissimi gli “Indianerfilme”», racconta Philip Zengel, uno dei responsabili della fondazione che oggi a Berlino ha recuperato il patrimonio della Defa, digitalizzando gli oltre 700 titoli che vennero prodotti durante la sua esistenza e che videro nei 12 di cui sopra il fiore all’occhiello del suo catalogo. «Il primo episodio venne visto da 5 milioni di tedeschi dell’Est, praticamente uno su tre. Anche perché rappresentavano una fuga dalla realtà, visto che viaggiare era allora impossibile e questi film si svolgevano in scenari esotici e spettacolari». Già, come i nostri Spaghetti riprodussero le ambientazioni desertiche del Far West in Andalusia e in Sardegna, così gli Indianer vennero girati prima nell’ex Jugoslavia «Dopo la fuga di due operatori», continua Zengel, «entro i solidi confini del Patto di Varsavia, dalla Bulgaria all’Unione Sovietica, fino a Cuba e alla Mongolia». E in tutto il Blocco Orientale, dove questi film divennero il primo prodotto d’esportazione culturale della DDR, Gojko si trasformò quasi in una star hollywodiana, assediato ovunque e venerato nelle camerette delle ragazze romene e polacche: «Gojko, conclude Zengel, «rappresentava un simbolo di pulizia artistica ma anche morale in tutto l’Est: emblema di libertà e riscossa sul set e molto discreto nella vita privata, stimato e rispettato dai colleghi». Oggi Mitic è un distinto ottantenne in pensione, amato anche nella nuova Germania che, con il suo accento serbo e fedele al suo personaggio schivo, raramente si concede alle tv tedesche e gli “indianer” hanno conosciuto una rivalutazione da entrambi i lati dell’ex Muro. Anche se, ovviamente, a Est, di fronte alle imprese di Gojko, agli anziani scorre più di una lacrima mentre va in onda un pezzo della loro gioventù. Quando i Nostri erano gli indiani.
Excerpt from a page describing this subject · 12,329 chars · not written by Vinony
Wikidata facts
- Official website
- www.gojko-mitic.de
- Image
- 2023 02 09 Gojko Mitic DSCF3803.jpg
Show 4 more facts
- Commons category
- Gojko Mitić
- date of birth
- 1940-06-13
- name in native language
- Гојко Митић
Sources (1)
via Wikidata · CC0