Ladislav Adamec (Frenštát pod Radhoštěm, 10 settembre 1926 – Praga, 14 aprile 2007) è stato un politico cecoslovacco. Prese parte alla Resistenza partigiana e nel 1946 si iscrisse al Partito Comunista di Cecoslovacchia (KSČ). Il 12 ottobre 1988 sostituì Lubomír Štrougal come Primo ministro della Cecoslovacchia: tra i 21 ministri del suo governo, 16 erano comunisti. Nonostante il Ministro dell'Interno del suo esecutivo fosse il generale , esponente dell'ala dura del partito, Adamec tentò il dialogo con le forze d'opposizione. Nel 1989 operò un rimpasto nel suo governo che diventò di unità nazionale (anche se i comunisti erano sempre in maggioranza) e venne eletto presidente del congresso straordinario del Partito comunista. Durante la rivoluzione di velluto si oppose alla repressione del dissenso: durante il suo XVIII congresso il KSČ lo escluse da ogni incarico istituzionale e ad Adamec non restò che dimettersi da capo del governo (7 dicembre 1989); il suo posto venne preso da Marián Čalfa.
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