
Also known as Seitsemän veljestä, The Brothers Seven
romanzo scritto da Aleksis Kivi
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Sette fratelli (Seitsemän veljestä) è il primo ed unico romanzo dello scrittore finlandese Aleksis Kivi, considerato il padre della lingua nazionale. Pubblicato nel 1870, è stato tradotto da allora in oltre 30 lingue, per la prima volta in italiano nel 1940, ad opera di Corrado Malavasi. Il romanzo segnò la fine di un'epoca dominata da scrittori di lingua svedese, in particolare da J. L. Runeberg e pose le basi per nuovi scrittori finlandesi come Minna Canth e Juhani Aho, che sono, insieme con Aleksis Kivi, i primi scrittori che rappresentarono nelle loro opere finlandesi comuni in modo realistico. Il romanzo fu criticato aspramente dai circoli letterari dell'epoca di Kivi, perché presentava un'immagine non lusinghiere dei finlandesi. I protagonisti del romanzo, i sette fratelli del titolo, furono considerati delle rozze caricature degli ideali nazionalistici del tempo. Le critiche più aspre furono quelle dell'influente critico August Ahlqvist, che definì il libro "un'opera ridicola e una macchia sul nome della letteratura finlandese".
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