File:Rome,_a_view_of_the_Tiber,_Castel_Sant'Angelo,_Ponte_Sant'Angleo,_Saint_Peter's_Basilica_(by_Hendrik_Frans_van_Lint).jpg · Wikimedia Commons · See Wikimedia Commons
Veduta
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thumb|290px|''Rome, a view of the Tiber, Castel Sant'Angelo, Ponte Sant'Angelo, Saint Peter's Basilica'' by Hendrik Frans van Lint; 1734, oil on canvas, 47 × 72 cm, [[private collection]] A (; ) is a highly detailed, usually large-scale painting or, more often, print of a cityscape or some other vista. The painters of are referred to as .
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La veduta - Enciclopedia - Treccani
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treccani.it →Vuoi navigare il sito Treccani senza limiti e pubblicità? Scarica l'APP e abbonati ora per accedere su tutti i tuoi dispositivi! Se nel Seicento la veduta si caratterizza già come soggetto autonomo tra i generi pittorici, ispirandosi alla cartografia, nel corso del Settecento si afferma sempre più come rappresentazione aderente al reale e differente dal genere del paesaggio. Con artisti come Canaletto e Bellotto, il repertorio iconografico della veduta varca i confini nazionali per diffondersi in tutta Europa. Il termine “veduta” designa la rappresentazione in forma prospettica di una realtà architettonica o urbana: si distingue perciò dal più ampio genere del paesaggio che ritrae principalmente elementi naturali. In Italia, nel XVII secolo, “veduta ” è sinonimo di “prospettiva” e come riferisce il Baldinucci: “Dicono i nostri artefici talvolta veduta per lo stesso che prospettiva, o lontananza in prospettiva”. Nel Seicento essa si caratterizza già come soggetto autonomo, al sesto posto nella gerarchia dei generi pittorici del nobile “dilettante” Vincenzo Giustiniani ( Discorso sopra la pittura , 1610 ca.). Nel corso del Settecento, poi, col perfezionarsi delle tecniche rappresentative e col diffondersi della “camera ottica”, la veduta tende a divenire “scientifica”, esatta e aderente al reale. Per il carattere stesso di “documento”, essa rappresenta uno dei generi più richiesti dai viaggiatori stranieri che giungono in Italia per il Grand Tour. Non solo le vedute dei monumenti antichi e moderni di Roma – meta privilegiata del viaggio in Italia – ma anche quelle delle piazze, delle chiese e dei luoghi delle città italiane (Venezia, Napoli, Firenze ecc.) divengono oggetto di un fiorente mercato che si prolunga fino all’Ottocento. Grazie ad artisti quali Canaletto e Bernardo Bellotto, il repertorio iconografico della veduta si estenderà alle maggiori capitali europee: Londra, Dresda, Vienna, Varsavia e San Pietroburgo. I precedenti della veduta, intesa come rappresentazione topografica, si ritrovano nell’opera di alcuni artisti olandesi del XVII secolo, tra cui Pieter Saenredam, Gerrit Berckeyde e Jan van der Heiden. Nell’ambito della pittura di genere, questi artisti introducono un repertorio specifico di vedute urbane e panorami, ricorrendo all’uso della “camera ottica”. Il carattere descrittivo, privo di enfasi e fedele al dato reale, reso con tecnica precisa e minuziosa, è del resto il risultato di una cultura, quale l’olandese, che ha alle spalle una solida tradizione cartografica e detiene il primato negli studi dell’ottica. L’olandese Gaspard van Wittel – il cognome verrà italianizzato in Vanvitelli – diffonde in Italia, a partire dagli ultimi decenni del Seicento, un nuovo tipo di veduta urbana, copia esatta del reale e rispondente a criteri descrittivi fino allora sconosciuti nella cultura artistica italiana. Da questa attitudine a riprodurre fedelmente il paesaggio attraverso i rilievi van Wittel approfondisce una vena realistica e documentaria, già riscontrabile nelle primissime vedute delle piazze di Roma che esegue negli anni Ottanta. Attivo fino al 1730, anno delle ultime opere, realizza un catalogo completo delle vedute di Roma – tra panorami, chiese, palazzi e ponti – sperimentando oltre cinquanta “punti di vista”, la maggior parte dei quali inediti. I viaggi compiuti da van Wittel attraverso l’Italia, a Venezia, Firenze e Napoli, costituiscono una tappa fondamentale per gli sviluppi della veduta topografica fuori di Roma: la sua presenza a Venezia intorno al 1694 è di sicuro riferimento per l’ambiente artistico lagunare e in particolare per Luca Carlevarijs. Inoltre, durante il periodo trascorso a Napoli su invito del viceré Don Luis de la Cerda, tra 1700 e 1701, van Wittel realizza una serie di vedute panoramiche della città vista dal mare nella sua estensione costiera: vedute che contribuiscono al definirsi di un’’immagine più realistica, inserendosi nella tradizione cartografica locale che a Napoli risal
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- Ca' Rezzonico - Canal Grande da Palazzo Balbi a Rialto C.1722 - Canaletto.jpg
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- Origins
- 18th century
- 19th century
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thumb|290px|''Rome, a view of the Tiber, Castel Sant'Angelo, Ponte Sant'Angelo, Saint Peter's Basilica by Hendrik Frans van Lint; 1734, oil on canvas, 47 × 72 cm, [[private collection]] A (; ) is a highly detailed, usually large-scale painting or, more often, print of a cityscape or some other vista. The painters of are referred to as .
==Origins== View of Bracciano'' by [[Paul Bril; early 1620s, oil on canvas, 75 × 164 cm, Art Gallery of South Australia.|thumb|290px]] This genre of landscape originated in Flanders, where artists such as Paul Bril painted as early as the 16th century. In the 17th century, Dutch painters made a specialty of detailed and accurate recognizable city and landscapes that appealed to the sense of local pride of the wealthy Dutch middle class. An archetypal example is Johannes Vermeer's View of Delft. The Ghent architect, draughtsman and engraver Lieven Cruyl (1640–1720) contributed to the development of the during his residence in Rome in the late 17th century. Cruyl's drawings reproduce the topographical aspects of the urban landscape.