
Atri or Attri is a Vedic sage, who is credited with composing numerous shlokas to Agni, Indra, and other Vedic deities of Hinduism. Attri is also founded in the Punjab state of India. This caste traces back to 1700's when a widespread of people had been separated into the Punjab region. After the separation, they were forced to adapt to their surroundings. Atri is one of the Saptarishi (seven great Vedic sages) in the Hindu tradition, and the one most mentioned in the Rigveda.
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Atri (devanāgarī: अत्रि) è, nella tradizione religiosa propria del Vedismo, del Brahmanesimo e dell'Induismo, un ṛṣi, ovvero un "cantore ispirato" (o "veggente") degli inni sacri denominati come Veda. Tradizionalmente gli si attribuiscono diversi inni del Ṛgveda, contenuti nel V Maṇḍala (segnatamente gli inni 27, dal 37 al 43; 76-77; 83-86) e nel IX Maṇḍala (86). Nella tradizione hindū è anche il purohita delle cinque tribù arie che conquistarono l'India. E quando il ṛṣi viene catturato dai nemici e gettato in una fossa, sono gli Aśvin a soccorrerlo: Il suo compito, e quindi quello dei suoi discendenti, è quello di proteggere il Sole (Sūrya) dall'oscurità provocata da . Nella letteratura religiosa post-vedica, la figura teologica di Atri acquisisce ulteriori elementi. Così, nel XIII parva del Mahābhārata, egli viene rappresentato come un mānasaputra (figlio mentale) di Brahmā (brahmaputra o anche brahmaṛṣi). Nel Manusmṛti viene narrata l'origine dell'Universo. I ṛṣi si recano da Manū per conoscere gli ordinamenti impartiti dal Nato-da-sé (Svayaṃbhu), questi avvia il suo insegnamento narrando l'origine del Tutto. All'inizio tutto è buio e lì si manifesta il Nato-da-sé che allontana le tenebre (I,6), quindi emana le acque in cui depone il proprio seme (I,8), da quel seme si forma l'Uovo d'oro in cui il Nato-da-sé si manifesta come Brahmā (I,9: tad aṇḍam abhavad dhaimaṃ sahasrāṃśusamaprabham tasmiñ jajñe svayaṃ brahmā sarvalokapitāmahaḥ).Dopo aver dimorato in quell'Uovo, Brahmā lo divide in due formando con esso l'Universo e avviando l'intera creazione. Quindi egli si divide in due, facendo di sé stesso un maschio e una femmina, generando in questo modo Virāj (I,32: dvidhā kṛtvātmano deham ardhena puruṣo 'bhavat ardhena nārī tasyāṃ sa virājam asṛjat prabhuḥ), e Viraj, per mezzo del solo calore provocato dall'ardore della disciplina, genera i dieci grandi ṛṣi: Nel Ramayana (Ramayana, Ayodhya kanda - sarga 116 e 117), Rama incontra Atri durante il suo quattordicesimo anno di esilio nella foresta.
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