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Censorio Daziano

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Also known as Datianus

politico e senatore romano

In the Vinony graph

Within Vinony's link graph, Censorio Daziano is referenced by 7 other articles, and connects out to Ankara, Roman Empire and Alexandria.

It is catalogued under topics including 4th-century Roman consuls and Correspondents of Libanius.

Its subject is documented across 11 Wikipedia language editions.

Wikidata facts

Instance of
human
Gender
male
Citizenship
Ancient Rome
Occupation
politician
Show 4 more facts
time period
Low Roman Empire
floruit
0400-01-01
date of birth
0350-00-00
described by source
Pauly–Wissowa

via Wikidata · CC0

Article · Italiano

Censorio Daziano (latino: Censorius Datianus; ... – ...; fl. 337-365) fu un politico dell'Impero romano, influente sotto l'imperatore Costanzo II (337-361). Daziano era il figlio di un inserviente dei bagni pubblici che salì la scala sociale fino a divenire senatore di Costantinopoli e patricius dell'impero. Cristiano, ebbe delle proprietà ad Antiochia, dove costruì dei bagni pubblici, dei giardini e delle ville. Ebbe uno scambio epistolare con il retore Libanio, dal quale ricevette tra il 355 e il 365 20 lettere pervenute al giorno d'oggi. Dopo aver servito sotto l'imperatore Costantino I, divenne uno dei principali consiglieri di suo figlio Costanzo II. In qualità di comes, nel 345 scrisse la lettera con la quale invitava il vescovo niceno Atanasio di Alessandria, che era stato cacciato dagli ariani, a tornare alla sua sede; nel 351 fu tra i componenti del tribunale che processò il vescovo Fotino al sinodo di Sirmio; nel 354 si adoperò perché al retore Libanio fosse permesso di tornare a risiedere ad Antiochia. Nel 358 fu console, e il 18 dicembre di quello stesso anno era già patricius. Perse influenza sotto l'imperatore Giuliano (361-363): in ogni caso non subì il processo di Calcedonia e si ritirò ad Antiochia. Nel 363 era anziano e si trovava ad Antiochia, alla morte di Giuliano; seguì poi il nuovo imperatore Gioviano fino ad Ancyra, dove svernò; morto Gioviano, nel febbraio 364 scrisse dalla Galazia a Nicea, dove si trovava la corte imperiale, per sostenere l'elezione di Valentiniano I; nello stesso mese la popolazione di Antiochia mise a fuoco la sua casa, e il concilio della città venne accusato di non aver fatto nulla per fermarla. La popolazione di Antiochia inviò a Daziano una lettera con la quale chiedeva il perdono, con l'intercessione di Libanio; quando Daziano lo concesse, il sollievo fu tanto che la posizione di Libanio, latore della bella notizia, aumentò di prestigio. L'anno successivo era ancora vivo.

Abstract from DBpedia / Wikipedia · CC BY-SA

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