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Interclassismo

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ideology which states that social classes should collaborate with each other

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Within Vinony's link graph, Interclassismo is referenced by 1,303 other articles, and connects out to communism, Rome and Mao Zedong.

Vinony files it under Corporatism, Economics of fascism and Political terminology.

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corporatism
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Con il termine interclassismo si intende una qualsiasi concezione politica e sociale che promuova la collaborazione tra le diverse classi sociali e la conciliazione tra i loro differenti interessi, rifiutando il principio della lotta di classe e propugnandone la convivenza armonica.Nei sistemi politici contemporanei l'interclassismo figura come una precisa qualificazione, strutturale o programmatica, di alcuni partiti che sono di regola partiti ‘d'ordine', o comunque moderati, e possono contare su un vasto seguito sociale. Nel suo porsi come terza via tra il liberal-capitalismo ed il marxismo, il Fascismo abbraccia la collaborazione di classe in contrapposizione all'individualismo del primo, a cui oppone l'unità delle classi sociali davanti all'interesse nazionale e quindi conferendo allo Stato il ruolo di mediatore nelle controversie tra esse, ed alla lotta di classe propugnata dal secondo, sostenendo che le differenze tra gli uomini esistono e sono in natura feconde e positive.Tutto ciò parte dal presupposto che la prosperità sia possibile grazie alla rinascita ed alla presa di coscienza dei concetti di Nazione e Popolo, grazie alla quale lo Stato si rende di nuovo capace di porsi come intermediario e risolutore delle divergenze classiste. Al di là della concezione generale del sistema economico, il fascismo indirizza il sindacalismo italiano, fino al 1921 socialista e dedito alla lotta di classe, prima verso una forma nazionale e poi, dopo la presa del potere, crea i sindacati fascisti. Durante la Repubblica Sociale Italiana, il fascismo propose poi la socializzazione dell'economia. Nel 1927 viene pubblicata la Carta del Lavoro, uno dei documenti fondamentali del fascismo, con la quale fu istituito il tribunale del lavoro, col compito di giudicare i conflitti fra capitale e lavoro al di fuori delle rivendicazioni violente di tutte le classi sociali, in quanto, non tollerando lo Stato alcuna forma di giustizia privata, sia in campo civile che penale, questa sarebbe stata vietata anche sul luogo di lavoro: in tale decisione rientrano i divieti di scioperi e serrate del 1926. Tra il 1927 ed il 1939, con riforme graduali e di lungo respiro, i sindacati fascisti confluiscono nella creazione dello Stato corporativo, con la strutturazione delle filiere lavorative in corporazioni, al cui interno furono associati lavoratori e datori di lavoro, corrispondenti alle varie attività economiche, poste sotto il controllo del governo e riunite nella Camera dei fasci e delle corporazioni.Il concetto era quello di riunire nella corporazione stessa lavoro, capitale e tecnica, armonizzando le forze comunitarie in ottica nazionale e, appunto, di collaborazione di classe. Il concetto che veicolato dal fascismo è organicista, per cui i cittadini non sono entità individuali e/o particolari, ma parte organica di un insieme, la comunità nazionale: lo Stato fascista ritiene perciò di avere non solo il dovere di garantire l'ordine, ma anche la pace e la giustizia sociale tra le varie classi in conflitto tra loro, in quanto il supremo interesse non è quello nei confronti dell'individuo, ma quello nazionale.

Abstract from DBpedia / Wikipedia · CC BY-SA

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