
David - Bernini Gian Lorenzo
collezionegalleriaborghese.it →La scultura, l’unica di soggetto biblico tra quelle eseguite da Gian Lorenzo Bernini per Scipione Borghese, raffigura David nell’istante che precede il lancio della pietra che colpirà il gigante Golia, chiamato dai Filistei per combattere contro l’esercito israelita del re Saul. A terra si trovano la corazza donatagli dal re Saul e una cetra, consueto attributo dell’eroe, qui significativamente terminante in una testa d’aquila, evidente testimonianza della committenza e dell’intento celebrativo del casato Borghese. Per il David Bernini aveva pensato ad una collocazione addossata ad una parete della Stanza del Seneca, attuale Sala I, che avrebbe esaltato nello spettatore la percezione dello sviluppo dell’azione attraverso la torsione del corpo e delle braccia contratte sulla fionda, fino ad arrivare alla visione del volto concentrato nello sforzo del momento (nei cui tratti, secondo le fonti, andrebbe riconosciuto lo stesso Gian Lorenzo). Il coinvolgimento dello spettatore nello spazio dell’azione drammatica era inoltre accentuato dalla collocazione su un basamento più piccolo dell’attuale. Spostato alla fine del Settecento al centro della sala II, il David mostra nella parte posteriore le aree non finite dall’artista perché non destinate ad essere viste dallo spettatore. Segno della straordinaria sicurezza con cui affrontava il suo lavoro sin dagli anni giovanili. Bernini raffigura David mentre sta per scagliare la pietra che colpirà a morte il gigante Golia, chiamato dai Filistei per combattere contro l’esercito israelita del re Saul. A terra, tra le sue gambe, sono poggiati gli attributi tradizionali dell’eroe biblico: la corazza, donatagli dal sovrano e non utilizzata perché troppo ingombrante, e la cetra, con cui David intonerà un Salmo di ringraziamento a Dio dopo aver ucciso Golia. Lo strumento qui, in modo significativo, termina in una testa d’aquila, uno degli animali araldici dei Borghese, quale evidente testimonianza della committenza dell’opera e dell’intento celebrativo del casato: alla famiglia si augurava in tal modo di rinverdire le proprie glorie dopo il pontificato di Gregorio XV Ludovisi, che era stato poco favorevole ai Borghese e che si sarebbe concluso nel luglio 1623. Un’opera del medesimo soggetto era stata commissionata nel marzo di quell’anno a Bernini dal cardinal Montalto per la sua villa. La morte precoce del cardinale ne aveva bloccato la realizzazione nel mese di giugno, ma ben presto Scipione Borghese decise di rilevare la commissione. Per dedicarsi a questa nuova scultura, Bernini nel 1623 dovette interrompere i lavori per l’ Apollo e Dafne e riuscì a terminarla in soli sette mesi di lavoro, come attesta Filippo Baldinucci, uno dei primi biografi dell’artista (1682, p. 8). La scultura in origine era addossata a una parete, come testimoniato dal fatto che posteriormente non è rifinita ed è priva di parte del tallone sinistro (completato nei restauri moderni). Essa, infatti, ha un solo punto di vista, un principio compositivo che rimane fondamentale in tutta la produzione dell’artista. Qui è posto esattamente sull’asse centrale tra la figura e l’occhio dell’osservatore: in tal modo, e grazie anche all’accorgimento tecnico di un basamento più piccolo dell’attuale, il coinvolgimento dello spettatore nello spazio dell’azione drammatica risultava accresciuto. Egli, infatti, si doveva trovare di fronte alla statua esattamente al posto di Golia, per essere emotivamente coinvolto e riuscire a “vedere” con l’immaginazione l’imminente lancio del sasso. Il David venne inizialmente collocato nella Stanza del Seneca, corrispondente all’attuale Sala I, della Villa Pinciana, dove rimase fino al 1821 quando fu trasferito nella Stanza di Apollo e Dafne, oggi Sala III, per poi essere spostato nella loggia del piano superiore, quindi nel salone e infine nell’attuale posizione. Un modello in terracotta raffigurante il David è conservato a San Pietroburgo nel Museo dell’Ermitage. Esso è molto dettagliato e diffe
Excerpt from a page describing this subject · 18,571 chars · not written by Vinony
via Wikidata · CC0
via Wikidata sitelinks · CC0
Discovered by embedding cosine similarity (sentence-transformers MiniLM, 384-dim).