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Waṣīf al-Turkī (in arabo: ﻭﺻﻴﻒ ﺍﻟﺘﺮﻛﻲ, ossia "Waṣīf il Turco"; ... – ...) è stato un comandante militare turco di spicco durante il califfato degli abbasidi al-Muʿtaṣim, al-Wāthiq bi-llāh e al-Mutawakkil (847-861) e al-Muntaṣir. Non si sa nulla di preciso della sua etnia e della sua origine geografica (quasi certamente il Mā warāʾ al-Nahr), essendo stato comperato come schiavo (ghulām, o mawlā), verso l'815-16/200 E., dal Califfo abbaside al-Muʿtaṣim, ai cui ordini egli rimase sempre fedelissimo, sembra per operare come "armiere" (zarrād). Secondo l'esame fatto da Hugh Kennedy la prima fonte a parlare di Waṣīf sarebbe al-Ya'qubi nel suo noto Kitāb al-buldān (Il libro delle contrade), in cui sarebbe indicato, nella nuova capitale di Sāmarrāʾ, come uno dei quwwād turchi, originari dell'Asia centrale, così come Ashinās, Ītākh, Khāqān ʿUrṭūj, al-Afshīn o Bugha il Vecchio, tutti al servizio di al-Muʿtaṣim e presto a capo dei reggimenti dei Farāghina (composta cioè dai militari originari del Fergana), dell'Ushrūsaniyya (vale a dire dei militari delle aree gravitanti sulla pianura dell'Ushrūsana) e dell'Ishtākhanjiyya (formata con soldati provenienti dalle regioni dell', in Khorāsān). Reso quasi subito uomo libero da al-Muʿtaṣim, la sua carriera militare fu rapida e - come per tutti gli altri comandanti turchi - notevolmente redditizia, potendo vantare ricche proprietà a Isfahan e ad Hamadan.
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