File:Anonymous_Abbess_Eufemia_Szaniawska.jpg · Wikimedia Commons · See Wikimedia Commons
superiora di una comunità di monache, spesso un'abbazia
via Wikidata · CC0
Il termine badessa, forma aferetica di abadessa, entrambi derivati da abatessa, quale femminile di abate, indica la superiora di un monastero di alcuni ordini religiosi cristiani. La sua giurisdizione amministrativa è pari a quella di un abate. Il monachesimo cristiano, tanto maschile quanto femminile, ha inizio nel IV secolo dopo Cristo. Dopo la fase degli "eremiti", uomini e donne che si ritiravano nel deserto o in grotte in totale isolamento, si diffuse ad opera di San Paolo di Tebe il cenobio. La vita cenobitica non prevede un vero e proprio monastero, ma molte o grotte isolate, con una cappella o chiesa in comune (lavra). Soltanto con Benedetto da Norcia e la sorella Santa Scolastica nasce il monachesimo occidentale. Ai Benedettini ed alle Benedettine si affiancano altre comunità monastiche, come quelle dei vescovi Martino di Tours e Paolino di Nola. Sono i Benedettini e le Benedettine, però, a dare origine a vere e proprie comunità monastiche: le celle dei monaci e delle monache di un monastero benedettino si trovano, infatti, in un'unica struttura. Da qui nasce l'esigenza di avere un abate o una abbadessa, che guidi l'intera comunità. Solo con la riforma di Cluny nasceranno strutture di coordinamento, dette province, che sovraintenderanno a più "priorati", mentre nella prassi benedettina originaria ogni monastero ha una sua piena autonomia. La badessa è per le monache, quindi, madre e maestra. Come l'abate ed il vescovo, porta spesso una croce pettorale, simbolo della sua autorità sulle consorelle. È solitamente compito della badessa guidare la preghiera, attribuire le mansioni e concedere eccezioni alla regola, soprattutto per le novizie e le monache malate.
Abstract from DBpedia / Wikipedia · CC BY-SA
via Wikidata sitelinks · CC0
Discovered by embedding cosine similarity (sentence-transformers MiniLM, 384-dim).