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ʿĀʾisha (o Fāṭima) bint Banī Rāshid, al-Manẓarī, al-Waṭṭāsī (più semplicemente nota come al-Sayyida al-Ḥurra (in arabo: السيدة الحرة) o Sitt al-Ḥurra (in arabo: ﺳﺖ الحرة); Chefchaouen, 1485 – Tétouan, dopo il 1542) è considerata come "una delle più importanti figure femminili del mondo islamico occidentale in età moderna". Sayyida al-Ḥurra (lett. "La Signora libera", nel senso di dotata di indipendenza di giudizio, ma anche "al-Sitt al-Ḥurra", col medesimo significato), fu alleata con Aruj Barbarossa, il corsaro ottomano signore di Algeri. Sayyida al-Ḥurra controllava la parte occidentale del Mar Mediterraneo, mentre Aruj Barbarossa ne controllava la parte orientale. Governò la città di Tétouan (Marocco), tanto da essere ricordata come la Ḥākimat Tetwan (Tétouan), essendo salita al potere dopo la morte del marito ʿAlī al-Manẓarī. In seguito sposò il sultano wattaside del Marocco Ahmad al-Wattasī, ma si rifiutò di lasciare Tétouan per contrarre il matrimonio, e fu quindi il sultano a dover lasciare la sua capitale Fès per raggiungerla nella sua città e sposarsi con lei. Questo matrimonio segna l'unico caso nella storia del Marocco in cui un sultano dovette spostarsi dalla sua capitale per contrarre un matrimonio. Il titolo di al-Sayyida al-Ḥurra sottolineava la sua indipendenza da qualsiasi vincolo che potesse scaturire dalla sua condizione di donna.
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