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In chimica, un poliino è un composto organico in cui si alternano legami singoli e tripli; si figura cioè come una serie di alchini consecutivi, (−C≡C−)n con n maggiore di 1. Questi composti, il cui esempio più semplice è costituito dal diacetilene o buta-1,3-diino, H−C≡C−C≡C−H, sono anche chiamati oligoini o carbinoidi, dove quest'ultimo appellativo è dovuto al , (−C≡C−)∞, l'ipotetico allotropo del carbonio che sarebbe l'ultimo membro della serie, la cui sintesi è stata dichiarata più volte a partire dagli anni Sessanta, sebbene tali affermazioni siano state più volte oggetto di discussione. Infatti, le sostanze identificate come catene corte di carbino in molti dei primi tentativi di sintesi organica, oggi sarebbero chiamate poliini. Sebbene i poliini siano diversi dai poliacetileni, polimeri ottenuti dalla polimerizzazione degli acetileni, per il fatto che la struttura di questi ultimi è caratterizzata dall'alternanza di legami singoli e doppi, (−CR=CR'−)n, in biochimica e in biologia botanica, la parola "poliacetilene" è spesso utilizzata per descrivere poliini che si ritrovano in natura. Assieme ai cumuleni, i poliini si differenziano dalle altre catene organiche per via della loro rigidità, il che li rende ottimi candidati a futuri utilizzi in applicazioni di nanotecnologia molecolare. Alcuni poliini sono stati scoperti nelle nubi molecolari laddove l'idrogeno scarseggia.
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Discovered by embedding cosine similarity (sentence-transformers MiniLM, 384-dim).